mercoledì 28 novembre 2012

DONNE NURAGICHE NEI BRONZETTI

MAESTRA GRAZIELLA. FORMAZIONE OLISTICO-PERMANENTE: DONNE NURAGICHE.
Copyright © 2012 by Graziella Pinna Arconte, all right reserved

RINGRAZIO L'ALUNNO CARLO LOI PER AVER VOLUTO ESPLORARE IL MONDO DEI BRONZETTI AL FEMMINILE. LA RICERCAZIONE CI HA CONSENTITO, OLTRE A CONOSCERE LE MERAVIGLIOSE STATUETTE DI BRONZO RAFFIGURANTI PERSONAGGI FEMMINILI, AD APPROFONDIRE MOLTE TEMATICHE RELATIVE AL FEMMININO ARCAICO E MODERNO NELLA NOSTRA SOCIETÀ.
ABBIAMO SCOPERTO LA MADRE/ MAAT, L'ARMONIA, COMUNE AI POPOLI DEL GRANDE VERDE, SU MANNU BRIDI, IL MEDITERRANEO, E LA NOSTRA CIVILTÀ  DI DIRITTO FINO ALLA JUDIKESSA ELEONORA D'ARBOREA. 
UN VIAGGIO INCANTEVOLE DEL QUALE VI PROPONGO ALCUNE OPERE GRAFICO-PITTORICHE-PLASTICHE REALIZZATE DAI BAMBINI.

CARATTERISTICA EVIDENZIATA: IL SALUTO ACCOGLIENTE CON MANO FRANCA. TIPICO DELLA CULTURA ANCESTRALE. EMBLEMATICA LA TRIADE DAPPRESSO: LA MADRE CHE BENEDICE E NON RINUNCIA AL SALUTO NEMMENO COL FIGLIOLO IN BRACCIO. LA PIETÀ DI MICHELANGELO IN QUESTE MADRI DI BRONZO.

LABORATORIO: MADRE ANCESTRALE.    5^B E C DI CABRAS - A.S. 2011-2012

SHAMANA E SACERDOTESSE


DETTAGLIO: SHAMANA E GEROGLIFICI

SACERDOTESSA - DETTAGLIO

DETTAGLIO. SACERDOTESSA

MADRE E FIGLIO SALUTA CON MANO FRANCA

MADRE E FIGLIO

INTERPRETAZIONE DA BRONZETTO "DONNA DI TETI"

DONNA CON COPRICAPO

MAESTRA-SCRIBA

LA MAGA DEL SINIS DAVANTI AL NURAGHE ANGIONA CORRUDA

DETTAGLIO LA MAGA DEL SINIS


QUESTE DONNE, QUI RAPPRESENTATE, CI NARRANO IL BELLISSIMO RACCONTO DELLE NOSTRE ANTICHE MADRI. DONNE SAGGE, MAESTRE CORAGGIOSE, INTRAPRENDENTI, DIVINAMENTE ELEGANTI, COLTE, CREATIVE E ACCOGLIENTI.

A LORO, A MIA MADRE SEPOLTA IL GIORNO DELL'IMMACOLATA 8 DICEMBRE, E A TUTTE LE MIE ALUNNE DEDICO QUESTO INSERTO. 

NEL PROSSIMO INSERTO VI PRESENTERÒ  LA MAGNIFICA  OPERA EDITORIALE REALIZZATA DAI BAMBINI DI QUINTA: " DA ATLANTIDE A ELEONORA".




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6 commenti:

  1. perchè la chiami "mano franca" Graziella?
    come la interpreti/sai?

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  2. Mio nonno e mia nonna salutavano così, proprio come si vede nei bronzetti: braccio lievemente flesso e mano morbidamente aperta; contemporaneamente dicendo "Ohu", come un chiamare la persona, ma senza pronunciarne il nome e confidenzialmente accoglierla nel saluto. Mio nonno, quand'ero al liceo, se aveva pescato il mio pesce preferito, su saixi, mi aspettava al pullman in piazza del Comune per invitarmi a pranzo a casa sua e mi accoglieva sempre così. Gli chiesi la spiegazione di questo bellissimo saluto proprio in una di queste occasioni e lui mi rispose:" E' il modo di salutare che ci hanno insegnato gli Antichi. A mano franca, che accoglie l'altro, che lo invita allo scambio pacifico. La buona educazione prima di tutto. Chi ti incontra deve riconoscere chi ha davanti a sé: una persona onorevole, semplice e ben disposta. Tradire questo saluto è sacrilego, perché non c'è nulla di peggio che tradire la fiducia". Ecco Aba, io sono cresciuta con questi insegnamenti e oggi, da maestra millenaria, insegno questo ai miei bambini. Abbiamo anche realizzato un cortometraggio e una drammatizzazione sul saluto a "mano franca". Il regista era incantato dai miei bambini che si incontravano con gli egizi salutando in questo modo: un bellissimo cerimoniale dove, dopo la mano franca, i due che si incontrano si stringono gli avambracci (il che oltre che caloroso era anche un saluto igienico, dato che non si toccavano le mani. Senza nemmeno sapere perché molti usano ancora salutarsi così in Sardegna. Ai miei alunni faccio notare la differenza tra i saluti simili: il saluto romano: ave, di buon augurio; il saluto fascista: braccio piegato e mano tesa (saluto energico, ma portatore di riverenza verso chi è più forte); il saluto nazista: braccio e mao tesi a coltello (durissimo saluto, come sappiamo) e il nostro srdn: equilibrato, morbido, accogliente: chi ti incontra sa subito chi sei e come ti relazioni: in maniera franca, appunto.
    Cara Aba, non sai che piacere mi hai fatto a farmi questa domanda che considero fondamentale nel mio processo di formazione olistica. Grazie per essere arrivata subito al nocciolo della questione.
    Per inciso: tutti i miei alunni salutano così perché a loro piace moltissimo ora!!

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  3. Capito! Eh, lo immagino che faccia ha fatto il regista, che forti.

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  4. Sono del parere che quello nuragico sia stato un saluto profondamente religioso e non umano. Ma va bene anche così perchè poi esso si è traferito con tutta la sua carica simbologica 'scritta' della 'testimonianza divina', della sua continua presenza,nella sfera dei rapporti sociali degli uomini. Quando venne meno la spinta della 'religio' nuragica (sto parlando dell'alto medioevo e non del momento della conquista romana)rimasero l'aspetto formale e quello 'ancora' antico della 'franchezza' cioè del rispetto assoluto dell'altro. E' il 'salve',la salute (ovviamente non solo fisica) che si augura senza ipocrisia e senza finzioni. Di quel gesto è testimone la 'potenza di YH'. Prima o poi (non posso purtroppo inseguire tutte le lepri!)cara Garziella mi deciderò a pubblicare (Aba lo sa che è in cantiee da diverso tempo) l'articolo sulla 'scrittura' relativa al gesto dei nuragici, dei Sirii (guarda caso!) e dei sardi di oggi. Il libro degli antichi di Cabras è capace di decifrare e di dire ancora. E' in un giorno di tanti anni fa che alcuni anziani di Cabras che prendevano il sole scalzi ma con la testa ben protetta mi fecero capire molto bene che valore simbolico avesse sa berritta/barritta. Ero molto giovane e in maniera pudica mi risposero in coro con un... 'hummm' malizioso. Solo nel 2005 quando mi recai nel Museo di Glozel e vidi tutte quelle teste con il fallo in testa, tutte quelle 'barrittas', mi resi conto di quanto 'filologi' fossero i sardi di Cabras. E capii pure perchè la 'chiesa' lottò (non solo in Sardegna)sino all'estremo per capovolgere il concetto di 'testa di ...fallo'. Cioè di 'testa di Dio'. Perchè Dio (il creatore) e il fallo coincidevano. Cara Graziella tu forse non mi hai seguito nel post sull'agglutinamento presente nella tavoletta A3 di Tzricotu. In puro linguaggio biblico (ma semitico cananaico) si dice Yhwh hey 'erwah, cioè 'Yhwh fallo che dà la vita'. Con linguaggio 'bigotto' nostro sarebbe 'Yhwh il Creatore del Mondo'. Questo ti dico per aggiungere che nell'attuale saluto 'nuragico' si trascura il dito pollice aperto. Non ci vuole molto a capire il valore di quell'unità che quando avvolge le altre è quel pugno o quel toro che è. Se vai a Cagliari e ti fanno vedere quella che gli 'stronzi' chiamano placchetta di bronzo ti renderai conto, facendo la prova, che essa è della superficie precisa di un pollice; e ancora noterai che il pollice insiste sullo schema di un toro rovesciato. Rovesciato è il sigillo funerario cerimoniale del sovrano (o dei singoli sovrani) del Sinis defunto. Ma questo che ti dico è ancora poca cosa. Credo proprio che il cosiddetto saluto romano come origine vada rivisto perchè prima di loro ci sono gli Etruschi, ecc. ecc.
    A te e a Aba un antico saluto nuragico! Anzi due perchè in un bronzetto si 'saluta' addirittura con due mani!

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  5. Grazie Gigi. Illuminante come sempre! Insegui questa lepre quanto prima caro Gigi ... non vedo l'ora. Ma ti ringrazio per questo tuo inserto e per tutti quelli che vorrai ancora regalare a me e ai miei alunni e lettori del blog.
    FUNT PRENDAS RARAS!!!

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  6. Mi sembra importante aggiungere la grande valenza di questo approccio interdisciplinare tra noi. Io do voce e implemento l'azione didattica sul campo, con i miei amatissimi bambini, e tu e Aba l'approfondimento dell'indomito ricercatore che cerca di illuminare la storia. Avevo peraltro seguito l'agglutinamento della A3, ma non ricollegando, devo ammettere. Come tu dici, tuttavia, il libro di Cabras è sempre aperto. Mio nonno era uno di quelli scalzi cun sa barritta sempiri in conca: ierru e istadiàdi ... fatu keriàt a si 'ndi'dda liài ... guai a toglierla!!! L'approccio antropologico è viepiù interessante, peraltro, se l'azione sincretistico-religiosa attuata con sistematicità in Sardegna viene osservata nel divenire temporale laddove, dall'atto puramente religioso si addiviene al saluto meno cultuale, ma altrettanto solenne, come quello che i miei nonni mi hanno insegnato. Capirai che dal punto di vista didattico e della formazione olistica che metto in campo non fa una grinza. Ottenuto lo scopo della buona educazione in contesto iniziatico e consapevole, la conoscenza storica si inserisce perfettamente. Ancora: il saluto nuragico a due mani è ben rappresentato in queste madri nuragiche. Più accoglienti e solenni di così.
    Certo danni questi stronzi/ignavi ne hanno fatti tanti!
    E sono altrettanto sicura che il saluto romano come origine vada rivisto ... e non solo il saluto, ma anche i giochi gladiatori e le sartiglie spagnole (sob!). Ho saputo di una raccolta di bronzetti raffiguranti dei lottatori di quella che viene chiamata "lotta greco - romana" disvolati presso collezioni private ad altissimo prezzo insieme a numerosi cavallerizzi mascherati. Ne sapete qualcosa? Uno dei pochi bronzetti rimasti di cavaliere a cavallo dicono che sia a cavallo di un cane. Francamente non se ne può più.
    Ricambio il saluto nuragico.

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