martedì 22 settembre 2015

UNIVERSO DELLA LINGUA ITALIANA E DINTORNI

UNIVERSO DELLA LINGUA ITALIANA E DINTORNI
DI GRAZIELLA PINNA ARCONTE




FORMAZIONE OLISTICO-METADIMENSIONALE.
CHI LA DICE, CHI LA FA CON GRANDE SUCCESSO
PRESENTO, CON GRANDE ONORE, LA MIA INTERVISTA SUL GIORNALE LA VOCE DI NEW YORK, DIRETTO DAL PROF. STEFANO VACCARA, DELLA PROF. FILOMENA FUDULI SORRENTINO, SUL MIO LIBRO E SULLE BUONE PRATICHE FORMATIVE OLISTICO - METADIMENSIONALI.
Giornale online protetto dal Primo Emendamento della Costituzione USA


Direttore Stefano Vaccara
New York
Tuesday, September 22, 2015 8:40:22pm
Roma

Mercoledì, 23 Settembre 2015 2:40:22am

Giornale online protetto dal Primo Emendamento della Costituzione USA
Direttore Stefano Vaccara

L'amore infinito per l'universo della

Lingua Italiana

[29 Jul 2015 | 0 Comments | 60656 views]
Conversazione sulla didattica metacognitiva con Graziella Pinna Arconte, insegnante della scuola primaria italiana e autrice del libro Universo della lingua italiana e dintorni: "Il libro è un viaggio; una bellissima avventura vissuta da due bambini accompagnati da una saggia Maestra Ancestrale che, trasportati da Shamàsh, figlio di Ra, sul suo carro cosmico, vanno a spasso nel Sistema Solare, metaforicamente comparato al Sistema Lingua Italiana..."

I bambini di una classe della maestra Graziella Pinna Arconte con le immagini di Dante poi stampate nel libro

I bambini di una classe della maestra Graziella Pinna Arconte con le immagini di Dante poi stampate nel libro
Nelle scuole medie dello Stato di New York la comprensione della lettura nella lingua inglese degli studenti è molto bassa, e questa interferisce con l’apprendimento dell’italiano. Noi docenti di lingua, nel domandarci come risolvere il problema, ci siamo resi conto che questo si crea nella scuola primaria, dove la soluzione della comprensione dovrebbe essere affrontata e risolta prima che gli studenti arrivino alla scuola media. Tuttavia, spesso i programmi scolastici nella scuola primaria affrontano la lettura in isolamento, senza fare riferimento alla tecnica didattica della comprensione connessa alle altre discipline, e così gli studenti non comprendono la lettura perché non capiscono il contenuto dei testi. Lo studio dell'italiano nella scuola primaria (come quello dell’inglese) può stimolare sia la creatività e sia la capacità per la risoluzione di problemi. Innanzitutto, se l’istruzione dell’italiano venisse eseguita mediante l'apprendimento collaborativo, assieme alle altre discipline, potrebbe aiutare lo sviluppo dei processi cognitivi e quindi rinforzare la capacità di ragionare su un problema da risolvere, aiutando così la comprensione dei testi. 
Per capire se nelle scuole italiane si sta affrontando un problema simile, abbiamo recentemente incontrato a New York la professoressa Graziella Pinna Arconte, docente di italiano, che insegna nella scuola primaria in Sardegna da 35 anni. Pinna Arconte ha appena pubblicato un libro di didattica olistica e pedagogica dell’italiano nella scuola primaria, che si concentra sulle diverse intelligenze e la maturazione emotiva degli studenti.

Professoressa, lei ha appena pubblicato il libro Universo della lingua italiana e dintorni, sull’approccio didattico metacognitivo e su come applicare strategie cognitive in classe nelle scuole primarie. Lei pensa che sia possibile usare questo metodo per tutti i docenti e con tutti gli studenti, nelle diverse scuole d’Italia?

Graziella Pinna Arconte
Graziella Pinna Arconte


Andando oltre lo stesso approccio didattico metacognitivo, credo che una buona pratica pedagogica debba essere implementata attraverso una concezione olistica dell’azione formativa, intendendo per formazione olistica un modus procedendi ispirato dal pensiero ancestrale che ebbe Patria in occidente, ove la filosofia della Regola dell’Armonia (Maat, Matrilinearità), fondata sui cicli e ricicli della Vita nella Natura, fu procrastinata nei millenni, trasmettendo i valori alti e consapevoli della Via dell’Uomo e dell’Educazione intesa come atto iniziatico volto a creare Coscienza di Sé in quanto Sistema Unitario inscritto in un Tutto Cosmico. L’azione metacognitiva si colloca, pertanto, all’interno di un più ampio contenitore, come segmento dell’atto educativo che va sommato ad un aspetto oggi non più contemplato in educazione, pur essendo un pilastro portante della nostra esistenza: l’evento sincronistico. E in questo consiste la mia metodologia “FORMAZIONE OLISTICA-METADIMENSIONALE”. Siano, cioè, trasferiti nella didattica del quotidiano i precetti dell’insegnare curando e tutelando l’originalità, le diverse intelligenze, la maturazione dell’affettività, della socialità, delle abilità, dell’autonomia, delle competenze, della condivisione, della cittadinanza attiva e, contemporaneamente, sia formata la persona alla coscienza cosmica e all’autodeterminazione verso quella che io chiamo la Felice Umanità.  A fronte di questa spiegazione, le rispondo che assolutamente sì, questo metodo può essere usato con tutti gli studenti e, sarebbe auspicabile, per tutti i docenti adeguatamente formati e in tutte le scuole del mondo.
ll suo libro è diretto agli insegnanti della scuola primaria. Può essere usato in classe come testo di lettura anche dagli studenti? E come?
Il libro nasce da una sperimentazione condotta principalmente nella Scuola Primaria, dunque è ai suoi docenti che è essenzialmente diretto. E’ un viaggio; una bellissima avventura vissuta da due bambini accompagnati da una saggia Maestra Ancestrale che, trasportati da Shamàsh, figlio di Ra, sul suo carro cosmico, vanno a spasso nel Sistema Solare, metaforicamente comparato al Sistema Lingua Italiana. La narrativa è filmica, connotata da una poetica ricca di pathos, reminiscenza, grandi valori e sentimenti. Nei racconti che, vengono in sequenza come perle nella collana, attraverso il felice pretesto della conoscenza logica e grammaticale delle parti della Lingua, si svolge, parimenti, un vero e proprio percorso filosofico e iniziatico, teso alla maturazione della visione d’insieme, al saper collegare gli eventi, a individuare e risolvere problemi. 

Platone


Essendo un viaggio, pertanto, può essere fruito da un bacino d’interesse ben più ampio di quello della Scuola Primaria. Ritengo possa essere un ottimo libro di lettura, tant’è vero che grandissima importanza hanno i brani in esso contenuti, chiamati “Visio – Letture”,  perché hanno la caratteristica di rendere onirica la lettura, consentendo al lettore di immedesimarsi e muoversi nella metadimensione, utilizzando il libro come un portale verso l’Universo. Si parte dal Sole – Lingua Italiana, intorno al quale ruotano pianeti e infiniti corpi celesti. In ogni pianeta un incontro: lo studio dei segni, le lettere, gli articoli, i suoni e i digrammi, gli aggettivi, i verbi, i nomi, il ritmo e la punteggiatura, la matematica della lingua e l’analisi grammaticale … fino al Ponte del Multiverso, dalla Regina Analisi Logica. In ogni pianeta un incontro: le Janas del Sole, i Mercuriani, i Venusiani, la Marchesa Analisi Grammaticale, la Jana del Sinis, Dante Alighieri, Virgilio, Nut, le Sacerdotesse delle Stringhe Vibranti, Pitagora, Ipazia di Alessandria, Maria Lai, Caronte, Socrate, Platone, Plotino, La Regina Analisi Logica. Uno stargate verso macro e micro mondi meravigliosi, dai risvolti appassionanti e sorprendenti colpi di scena. Una lettura per tutti, che io ho usato felicemente in classe, generando non comuni livelli di interesse, entusiasmo e amore per la lettura. Una lettura per chi educa in generale, dentro e fuori la scuola. Una buona lettura per tutte le età, anche per gli altri ordini scolastici.
Qual è il motivo che l’ha spinta a scrivere un libro sulla didattica della lingua italiana?
Il motivo primo è l’Amore. Il mio grande amore per questa Lingua Madre (ho la fortuna d’averne due: l’Italiano e il Sardo) e per la grande capacità che essa ha nel saper dare forma congrua al pensiero e rendere grazia ed eleganza alla comunicazione, insieme di fondamentale importanza per chi insegna. Credo fermamente che in tali caratteristiche risieda la sua immortalità, giacché immenso è il potere di chi possiede la competenza di saper rappresentare il proprio pensiero in termini chiari, leggibili, lucidi. E’ un formidabile strumento personale, sociale, pedagogico, filosofico, matematico, geo-storico, politico, per chi è testimone della Cultura del Diritto e vuole contrastare il Male; un atto premuroso finalizzato al Bene, alla Libertà, all’Autodeterminazione, alla Democrazia. E’ quel cercare di “non viver come bruti, ma seguir virtute e canoscenza”. Infine, ma non da ultimo, è grazie ad essa che ho potuto formalizzare il mio brevetto metodologico della didattica metadimensionale, un processo pedagogico dove l’infinitamente antico e l’assolutamente moderno si equivalgono; un metodo originale e innovativo, frutto di trentacinque anni di esperienza sul campo.

Sinfonia


La Metacognizione è uno strumento di apprendimento che aiuta gli studenti a “tirare fuori” il proprio metodo di studio con impegno; da alunni che hanno un alto grado di autostima e fiducia nelle proprie capacità; mentre è un metodo difficile per gli studenti che non conoscono le strategie personali da applicare. Che propositi descrive nel suo libro per simili situazioni?
Il paradigma perfetto per la metodologia olistico-metadimensionale è che nulla esiste in natura che non sia educabile e non apprenda. Quando l’azione didattica è impastata a pane e amore nessuno  è tagliato fuori: ciascuno ha il proprio obiettivo da poter conseguire, in considerazione e protezione delle diverse intelligenze. A maggior ragione un humus amorevole garantisce qualsiasi crescita evolutiva, finanche il superamento di problematiche tra le più difficili: incoraggia, gratifica, fa sentire importanti, aiuta a superare  problemi e spesso risolve. Posso testimoniare che in presenza di costruttive relazioni nel team docente; tutoring tra pari; giochi in squadra premiali, anche in bambini in situazione problematica hanno tratto grande vantaggio e crescita in identità, autonomia e competenza.
Molto si è letto sul fatto che oggi gli studenti italiani non studiano Dante, come lo studiavano in passato.  Nel libro ha dedicato un capitolo a Dante, per il 750 esimo anniversario: piace Dante ai bambini della scuola primaria?
L’incontro con Dante Alighieri è fondamentale in questo libro. Con Dante, che incontriamo su Saturno,  i bambini si imbattono nei Nomi: percepiscono il loro peso e l’imperitura matrix; ne comprendono la semantica e l’etimologia, il registro, le molteplici tipologie. Grazie a Dante si pongono il problema del ritmo e della musicalità della Lingua e compiono insieme il viaggio nel successivo pianeta e negli altri ancora, ponendosi il problema, ripercorrendo le medesime vie problematiche che Dante stesso si pose nella costruzione della Lingua, del superamento della fase genuinamente strutturale della Lingua che, per essere eterna, doveva trovare una propria connotazione “deificante”, che sapesse unire gli uomini tra loro. Il buon Bruner diceva che con le dovute metodologie tutto può essere insegnato ai bambini. In questo aveva perfettamente ragione! Infatti, come si evince anche dalle immagini nel libro, i bambini adorano Dante Alighieri, finanche la musicalità del dolce stil novo. Stile nel quale mi sono personalmente cimentata, costruendo intere parti nei brani poetici, adattando il testo all’esigenza specifica. Auspico sinceramente che Dante Alighieri risieda ancora e per sempre, presso le nostre scuole di ogni ordine e grado, sul posto che gli compete. E’ il padre della Lingua Italiana e, da buon padre, sa ben guidare chi lo vuol seguire. Del resto, sappiamo bene che uno dei più gravi problemi in Italia, e non solo in Italia, è la non comprensione del testo! Sia ridato amplissimo e sperimentale spazio allo studio di Dante. Il format olistico-metadimensionale può essere applicato, essendo basato sulla connessione interdisciplinare, anche allo studio delle altre Lingue.
L’obiettivo delle scuole americane è migliorare le abilità di lettura degli studenti, prima che arrivino nelle scuole medie e nei licei. Un problema che dovrebbe essere affrontato nelle scuole primarie. Professoressa, lei insegna nelle primarie italiane da 35 anni, come pensa che si possa migliorare la competenza della lettura affinché gli alunni mostrino la capacità di comprendere adeguatamente i testi scritti e obbligatori per i programmi scolastici?

ponte


Le posso dire che il problema è da cercare ancora più a monte. Risiede, anzitutto, presso la famiglia, ch’è il primo agente educatore del bambino e che, per i tanti problemi che conosciamo e hanno ingenerato coartazione e alienazione nella nostra società, sovente declina il proprio ruolo educativo, dando delega agli enti preposti. L’illuminato progetto “Nati per Leggere”, messo in campo dall’Associazione Pediatri Italiani, in coordinamento con gli Enti Locali, da me abbracciato e allargato fino alla Scuola Primaria, nasce, in realtà, per i bambini da 0 a 6 anni. Promuove la Lettura ad Alta Voce che, se resa dai genitori al bambino fin dai primissimi giorni, ma anche prima della nascita, in toni empatici e amorevoli, garantisce un incredibile moltiplicarsi di sinapsi nell’albero neuronale. Abbiamo coinvolto un grandissimo numero di famiglie in questo progetto, scoprendo che molti non dedicano tempo per la narrazione ad alta voce ai propri figli. E’ scientificamente dimostrato che tanto prima si pratica la Lettura ad Alta Voce, tanto precocemente il bambino acquisirà la competenza e l’abilità della lettura. Nel libro descrivo le attività nel circle time del mio progetto “Visio-Letture” dove, due volte la settimana, i genitori vengono a scuola a leggere per i bambini, dopo aver cominciato, su mio invito e su esplicazione scientifica a cura del pediatra responsabile del progetto Nati per Leggere, dr. G. Dessì, la sistematica lettura ad alta voce fin dai primi giorni di vita del bambino o, al più tardi, acquisire tale abitudine fin dall’ingresso nella Scuola Infanzia e, quindi, nella Scuola Primaria. Leggere non deve essere vissuto come un atto dovuto e con stress da prestazione. Debbono assolutamente essere implementate tutte le strategie che conducano il bambino, futuro lettore adulto, all’amore per la lettura, la scoperta, la conoscenza. E ciò si ottiene, soprattutto, quando il docente e/o educatore, in primis, ama la lettura e la sa restituire empaticamente, anche attraverso il gioco di ruolo, il  teatro-dramma, il canto corale, la caccia al tesoro, la realizzazione di scrigni con le fiabe antiche locali e internazionali, il confezionamento di libri artigianali dalle molteplici forme e nei mille materiali. Dare spazio alla creatività e al lavoro amanuense  è una componente essenziale nel favorire l’amore per la lettura. Che, una volta acquisito, è un patrimonio per la vita.
Oggi, l’intera classe docente, sia in Italia e sia negli USA, si trova in difficoltà con le pressanti direttive ministeriali e la standardizzazione dei programmi. Come superare queste difficoltà amministrative nella scuola primaria affinché i ragazzi non ne soffrano le conseguenze arrivando preparati nelle medie e nei licei?
Personalmente reputo molto illuminate le Indicazioni Nazionali per il Curricolo per la Scuola dell’Infanzia e il Primo Ciclo d’Istruzione, ove è promossa la centralità della persona per una nuova cittadinanza e per un nuovo umanesimo. Su tali precetti baso da sempre la mia opera pedagogica ed è confortante avere un documento così valido cui fare riferimento. 
Diciamo che, a mio avviso, il sistema di selezione meritocratica è assai lacunoso in Italia. Peraltro la scuola soffre anche a causa di una impostazione  del lavoro schiacciata sul tecnicismo, in cui si dà ampio spazio a una routine caratterizzata da una didattica spesso omologante, quando non coartante. Insegnare non è un lavoro come un altro: è una missione, che vede il docente impegnato nell’amorevole cura di anime, sfiorando progetti esistenziali e dando imprinting per la vita. Nel bene … e nel male! Per un giusto processo di crescita dell’alunno la scuola deve essere luogo di felicità, di festa, di democrazia; dove si va con entusiasmo e voglia d’apprendere. Il cammino educativo dei bambini e delle bambine dovrebbe essere un unicum senza soluzione di continuità, sia in senso orizzontale (scuola – famiglia), sia verticale (dalla scuola infanzia al liceo). La persona è un intero che la scuola spezza in tanti segmenti per motivi meramente logistici. Può questo essere produttivo?

Libro copertina


La nuova riforma de "La Buona Scuola" del governo Renzi promuove un approccio olistico al sapere (didattica socio-emotiva, metacognitiva)? Oppure, secondo lei, la crescita in ambito didattico-pedagogico è soffocata dal risparmio e mancanza di fondi?
Da più parti la riforma è stata giudicata lacunosa sotto il profilo dell’impianto pedagogico, ch’è considerato assente, a favore di una pianificazione – spot dell’organizzazione scolastica. Voglio sperare che resti l’impostazione pedagogica definitivamente adottata, nel 2013, delle Indicazioni Nazionali. 
E’ amaro essere consapevoli che, in Italia, la Cultura non è considerata un investimento! La scuola non può essere un ammortizzatore sociale: non promuovere l’eccellenza equivale a decretare la morte di una Nazione.

Quindi cosa ne pensa della "Buona Scuola" di Renzi? Cosa le piace della riforma e cosa di meno?
E’ un cambiamento. E questo è un dato di fatto che mi piace, considerata l’abnorme stagnazione e staticità nella quale la scuola è ferma da anni. Sono abbastanza scettica, tuttavia, che il cambiamento sia davvero fattivo, considerato come vanno le cose in Italia. Perché, però, non provare? Del resto tutto è perfettibile e l’accanimento di chi vuole il cambiamento a chiacchiere e poi si schiera contro ogni forma di trasformazione, mi piace ancora meno della riforma.  Sarebbe ora che le persone che meritano trovino il giusto riconoscimento in senso professionale ed economico. Come si può non essere d’accordo con la riforma quando afferma: “5. LA SCUOLA SI AGGIORNA: FORMAZIONE E INNOVAZIONE Formazione continua obbligatoria mettendo al centro i docenti che fanno innovazione attraverso lo scambio fra pari. Per valorizzare i nuovi Don Milani, Montessori e Malaguzzi”. 
Poi … bisogna vedere se è vero! 
Consiglierebbe oggi ad un giovane che vorrebbe insegnare di iniziare una carriera nella scuola italiana? 
Dice un antico proverbio cinese: “E’ meglio trascorre qualche ora con un buon Maestro, che mille anni chini sui libri”. A significare quanto è importante il ruolo docente. Io amo profondamente il mio lavoro! L’Educazione, quella con la E maiuscola è, oggi, la vera rivoluzione. Ecco perché chi interpreta questo ruolo deve essere all’altezza. Ci si parla tanto addosso con validi enunciati di merito quali: “ … Garantire il successo formativo; rendere l’alunno protagonista; educare all’eccellenza …”. Chiedo: “Può un mediocre educare all’eccellenza? Può una persona servile e succube educare all’essere protagonisti in questa vita? Può un’anima coartata garantire il successo formativo? Ecco perché ritengo che il docente dovrebbe essere valutato, come succedeva ai miei tempi, per competenza e attitudine insieme. Se il voler insegnare è supportato da questo senso dell’andare in missione, del volersi mettere al servizio e dare il proprio contributo e testimonianza per educare al diritto-dovere d’esser felici e contribuire a rendere il mondo migliore … lo consiglio senza esitazione alcuna!

Universo della lingua italiana e dintorni di Graziella Pinna Arconte è in vendita su amazon.com  e anche in  versione Kindle 


Filomena
Filomena Fuduli Sorrentino, insegna alla South Middle School, ECSD, Newburgh, NY.  Nata e cresciuta in Italia, calabrese, vive  a New York dal 1983. Diplomata alla scuola Magistrale in Italia, dopo aver studiato alla SUNY, si è laureata alla NYU- Steinhardt School of Culture, Education, and Human Development, con un BS e MA in Teaching Foreign Languages & Cultures.  Dal 2003 insegna lingua e cultura italiana nelle scuole pubbliche a tempo pieno e nelle università come Adjunct Professor. È abilitata dallo Stato di New York all’insegnamento nelle scuole pubbliche delle lingue italiana 1-6 & 7-12, ESL K-12 e spagnola 1-6 & 7-12.


giovedì 23 ottobre 2014

ELOGIO DELLA LINGUA ITALIANA.

ELOGIO DELLA LINGUA ITALIANA.



Tavoletta di Tziricotu - Sinis di Cabras
Quando la scrittura era sacra e sublime

Sull'Unione Sarda di oggi, nel bell'articolo di Giacomo Serra, titolato "L'Italiano che avanza" viene messo in evidenza il dato straordinario che la nostra amata Lingua Italiana ha superato se stessa, passando dal quinto al quarto posto tra le lingue più studiate nel mondo. Il giornalista sottolinea l'azione divulgativa della Farnesina che, con il giusto compiacimento, ha diffuso in TV uno spot ove giovani di varie etnie recitano brani di famosi poeti italiani e si esibiscono in performance canore della nostra tradizione lirica. Alle chiose in crescendo positivo, tuttavia, il Serra pone un repentino stop, formulando una domanda che egli ritiene d'obbligo. Ovvero egli si chiede  quale sia l'Italiano studiato nel mondo. Dice: "... Che Italiano studiano nel mondo? Quello dei puristi cruscanti o quello ibrido infarcito di anglismi? Politici, economisti, tecnologi, scienziati, giornalisti hanno coniato un nuovo impianto lessicale. Sono minoranze linguisticamente arroganti che usano frasi e parole straniere come cortine fumogene, quasi formule magiche per non farsi capire incantando. L'Italiano sta perdendo la sua identità. Gli stanno modificando i geni, cromosomi e ormoni. E' diventato una lingua "trans". Da lingua flessiva, come tutte le indoeuropee, a genuflessiva, ossia in ginocchio al cospetto della Lingua Sovrana Inglese ...". L'articolo si chiude con il monito che ci viene dal passato nel quale si ricorda che: " ... Quando un popolo ha perduto Patria e Libertà e va disperso pel mondo, la lingua gli tiene luogo di Patria e di tutto" e con le parole del filologo Luigi Weber il quale sostiene che: " ... La lingua ha perso carisma, non è più soggetto di amore, non è più palestra di lavorio e di gioco, non veicola né sacro né eros. Passioni, interessi e pensieri vengono simbolizzati altrove...".
Intanto mi complimento con Giacomo Serra per aver voluto aprire il giornale con questo importantissimo tema. Non è cosa di tutti i giorni. Concordo per molti aspetti con questa analisi, ammettendo che proprio in Italia, Patria Madre della Lingua Italiana, è venuto a mancare quel sano esercizio di controllo etico ch'è alla base dell'uso che si fa della lingua. Soprattutto è venuta meno la legge morale che attende o disattende la sobrietà della rappresentazione linguistica, soprattutto in senso orale. E' chiaro che una società abbruttita produce modalità espressive brutte. E che la nostra società sia abbruttita non vi è dubbio alcuno. Dissento fortemente dall'asserzione che sia l'introduzione di logismi di altre lingue ad aver determinato la genuflessione della Lingua Italiana al cospetto d'altre. Considerato che l'atteggiamento purista di chi vuole a tutti i costi tutelare l'espressione per niente contaminata della lingua mi sta bene e mi ispira simpatia, non mi sottraggo, tuttavia, anche dal considerare che potremmo, flessibilmente, proporre il ragionamento contrario, ovvero ad esempio, alcuni termini della Lingua Inglese ci stanno benissimo se concepiti all'interno di un contenitore dove ci si voglia esprimere in Italiano con amorevole gusto, essendo consapevoli del grande dono e del potere immenso di cui si dispone ai fini del saper dar forma, dimensione, peso al pensiero. Secondo tale punto di vista, anzi, l'uso di vocaboli di lingua diversa non solo non sono da considerarsi come buoni conduttori di subalternità, ma divengono, addirittura, auspicabili  strumenti per garantire dinamicità e vitalità in una lingua che non vuole rassegnarsi al triste destino che le è stato riservato dalla mefistofelica pletora di ignavi che imperversano in questa ex Italia. Un valore aggiunto, insomma, spendibile nel mondo dove, infatti, la Lingua Italiana si sta espandendo, cercando Luoghi ove impiantare una cultura millenaria, la Nostra, che non vuole rassegnarsi a soccombere. Ed è proprio grazie alla Lingua Italiana che noi continuiamo a poter essere grandi nel Mondo, giacché, nella maggior parte dei casi, essa non viene studiata a fini economici, ma per il gusto assolutamente e squisitamente culturale di poter dare forma raffinata e profondissima al pensiero e saperlo tradurre nel modo garbato, elegante e lucido che solo un'antica lingua consente. E' proprio la capacità di metamorfosi che garantisce longevità: dunque l'immortalità della Lingua Italiana, risiede proprio nella flessibilità che essa dimostra di possedere anche nell'accettare la trasformazione del proprio bagaglio genetico, laddove tale processo serva al progresso ed all'espansione verso lidi diversi. La legge evolutiva riguarda ed è strettamente connessa anche alla lingua, sebbene questa elementare regola venga puntualmente disattesa. La Lingua Italiana  cerca lidi ove il senso del Diritto, della Morale, della Dignità della Persona e della Libertà siano posti alla base della vita civile. Che resta pura a fare una lingua che in Patria viene coltivata, apprezzata, amata, oramai da pochissimi estimatori? Ci vogliamo rendere conto che il peggiore dei problemi del popolo italiano è la non comprensione del testo e che un'incredibile percentuale di persone non sa neppure leggere? Personalmente posso testimoniare la mia grande gioia nell'aver incontrato a New York un nutrito gruppo di persone che studiano con entusiasmo l'Italiano e lo parlano con deliziose inflessioni d'accento. Com'è bello, allora vivaddio, infilare nel fraseggio un "Enjoy", un musicale e amichevolmente affettuoso, rispettoso (ah, che incanto il rispetto!!!) "You're welcome"! Pertanto si può dire che, purtroppo, la Lingua Italiana non è più soggetto d'amore proprio in Italia ma, grazie alla Madre, si moltiplicano le straordinarie imprese di pionieri che lavorano in maniera entusiasmante per divulgare e  impiantare questo incommensurabile patrimonio culturale all'estero, per il gusto di veicolare le competenze che la lingua rende nel processo di deificazione dell'Essere Umano. Voglio citare, tra i molti degni di nota, uno dei progetti che a mio avviso si stagliano in modo totalmente aderente ai precetti fin qui enunciati, un progetto di concezione spiraliforme e universale della Cultura, recante un modus operandi etico, estetico e filosofico fondati s'una visione noumenica, sia in senso platonico, sia in senso kantiano, nel voler diffondere e insegnare i postulati etimologici e semantici della Lingua Italiana, con grande amore d'impresa condivisa e lodevole senso pragmatico. Parlo di Learn Italy e il mio plauso, dunque, va all'amico Massimo Veccia, al quale, in questa sede, voglio rappresentare la considerazione della mia stima e dire il mio personale GRAZIE. 

mercoledì 15 ottobre 2014

ITA 'E NOVAS DAE SARDINNIA!


SULLE ROTTE DELL'ESSERE UMANO - SARDINNIA ...TRISTA MANNA Y MISENìA

AICI FiàUS!



Com'è meraviglioso parlare Umanese! Cogliere idee, fremere nei dinamici preparativi, intraprendere una action condivisa, implementare la cultura della felicità, educare i nostri figlioli, godere dell'Armonia e della Libertà nella natura Madre. Saremmo una Terra paradisiaca, se non fosse intrisa di veleni. E incontrare un essere Umano vero ha, ormai, il sapore del miracolo. Povera Sardegna! Una pletora di loschi, mediocri figuri imperversa, ormai, da tutte le parti. Ignavi, invidiosi, diffamatori, perfidi e ignoranti che connivono con interessi mafiosi, dei quali sono asserviti. Costoro, chiunque si muova in questo senso e a qualsiasi livello, sono colpevoli d'aver tenuto un popolo in smacco rendendolo servile, acritico, ignorante e complice, suo buongrado, di ogni nefandezza. E a guardarli paiono normali, vestiti nei decorosi panni, sotto i quali si celano mostri della peggiore specie. Ne avverto l'olezzo nauseabondo. Vedo la loro aura verde cacca. Il peggio è, a mio parere, che anche molti di coloro che credevo scevri da codesti retaggi, coloro che dovevano essere d'esempio culturale danno, invece, triste spettacolo scannandosi tra loro, non trovando intendimento alcuno ed essendo, alternativamente, chi vittima chi carnefice. Vi è poi qualcuno che eccelle nel campo della diffamazione, specie in questa sede. Vigliacchi subumani che, in forma anonima, recano, con crudele linguaggio, offese inaudite a persone che potrebbero certo essere criticabili, ma mai insultate, derise, mortificate nell'intolleranza. Come credo sia di diritto per tutti. Un gioco al massacro che mi offende, mi lascia allibita e mi ha portato a defilarmi decisamente dall'impegno "sul territorio", poiché perseverare in tal guisa sarebbe stata una colpevole perdita di tempo e di energie. Perché è proprio ciò che a certi livelli ci si aspetta: il famoso dividi et impera, tutti contro tutti. Intanto la nazione, e la Sardegna in particolare, sta facendo la ben triste fine cui tutti assistiamo. Alla fine mi sto convincendo che ci sia un disegno masochista di suicidio di massa. Sennò non si spiega. Col patrimonio che ci è stato concesso: naturalistico, storico, archeologico, alimentare, manifatturiero, culturale, saremmo potuti essere felici come pasque e ricchi come nababbi in panciolle. Invece non riusciamo a nutrire un milione e mezzo di persone e facciamo scappare le nostre menti eccellenti. Stupidi, ingrati che non siamo altri.