domenica 20 novembre 2016

METASEMANTICA, COME CAPIRSI (E DIVERTIRSI!) PERFETTAMENTE NELLA METADIMENSIONE. Dedicato a te, cara Sowilo Rayomand.

METASEMANTICA

Ovvero l'Arte di Saper e Poter Creare
(...a immagine e somiglianza ...)

Che noi ci divertiamo è un fatto!
Che bambini di 9-10 anni sappiano dissertare di METASEMANTICA con cognizione di causa è un altro fatto!
Che riusciamo a far divertire altri, oltre a noi, ci fa tantissimo piacere. 
Come dico sempre: la felicità è contagiosa! 
Con tale consapevolezza fare scuola così ci piace e ci dà forza! 
Con la METASEMANTICA si possono esplorare canali della creatività e intelligenza veramente inconsueti! 
E, come si vede, i bambini mostrano uno straordinario indice di gradimento! 
La Metasemantica fa leva sulla purezza d'animo e sulla forza creatrice. 
L'esercizio metasemantico è di straordinaria portata: consente di dare un senso al nonsenso e viceversa. Con la crescita e superati tali orpelli, configurabili come trappole esistenziali, si è in possesso della straordinaria LIBERTÀ di saper vedere l'accezione più Sacra della Lingua e utilizzarla nella sua essenzialità creatrice: saper assecondare e comprendere ogni pulsione, il ritmo, il respiro, la valenza, la metrica. 
Si acquista il dono del saper dosare, del saper armonizzare un testo, e del saper rendere una efficace quanto gradevole sintesi.
La Metasemantica introduce alle vette più alte del Linguaggio: quello che si decide di adottare consapevolmente. Un registro per l'anima che attribuisce a chi lo pratica una connotazione alta e umana. E'  L'UMANESE! 
Personalmente lo divulgo da millenni senza soluzione di continuità e intendo perseverare su questa meravigliosa strada poiché ne conosco i sicuri risvolti di successo formativo. 
La Metasemantica è una strategia brillante, intelligente, vitale e divertente. 
I bambini esultano nel riuscire a vedere, essendone consci, la produzione in diretta di scoppiettanti sinapsi, rendendo indimenticabile ogni esperienza formativa. 
Una metodologia che funziona e che è necessario saper "iniettare" nei bambini che già, purtroppo, nonostante la tenera età, brancolano nell'ignavia causata dall'assenza di Educatori Veri, pieni di umanità, colti e coerenti. Ed è proprio questo il punto dolente, il centro nevralgico: l'abdicazione della Scuola dal suo ruolo primigenio di fucina della Cultura, che segue il fallimento della famiglia che si sottrae, sempre più spesso, ad essere la fonte dispensatrice dell'Educazione Primaria.
Tutto sta concorrendo energicamente alla soppressione dei veri Valori dell'Essere Umano. Che pur piacciono, rapiscono, affascinano, quando e se saputi mettere in campo.
Ma tant'è ... le parole, certo, non sono efficaci quanto il buon esempio.
Che mi accingo, appunto, a rendervi per intero!
Eccomi in una divertente interpretazione metasemantica con il mio componimento 
"LA BARGIGIA" degna compagna de IL LONFO di Fosco Maraini, che ci ha visitato nei giorni scorsi.
La ricetta metadimensionale necessita dei seguenti ingredienti: 
  • interpretazione video; 
  • testo; 
  • appresentazioni grafico-descrittive. 

E così, ecco tutto nell'ordine che segue. 



LA BARGIGIA
poesia metasemantica scritta e interpretata da
Maestra Graziella Pinna Arconte

https://www.facebook.com/graziella.pinnaarconte/videos/1257224081006928/

Quando a sera tutto s'arrapìgia
e la sghigna subèriga la fràtta ...
Quando il ghìaso ancora s'incipìgna
e spìcioso l'uèlo si rigràtta ...
Loglia, belta, sesafìgna,
s'incimola a noi tutti la Bargìgia!
Oh, ricorda la frollìa del Giarodonte
che strulicàndo aggèrica il frustìo ...
Oh, nostalgica chiesièra sesilònte
che belibèlica sigèri chilostìo ...
Vinvissi tra noi sempre cheramìgia
di sfrella redulànte nella Gnatta ...
Firfrina, sadrirànte, allompicàtta,
che randellùnte ovvisa la Bargìgia
come lìllera la ciatta!
Sullìma, erripètta, s'arrumìgna
e stralugnante brilica la zutta ...
Fasfèlla, ritolante nella migna
sincera, varitente, sciaresùtta ...
Viene da noi delisa sica frigia,
sciattànte, rotolina, la Bargìgia!

































IL LONFO
di Fosco Maraini

Il lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce
sdilenca un poco, e gnagio s’archipatta.
È frusco il lonfo! È pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e t’arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa lègica busìa, fa gisbuto;
e quasi quasi, in segno di sberdazzi
gli affarfaresti un gniffo. 
Ma lui zuto
t’alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi.



























BUONA BARGIGIA E BUON LONFO A TUTTIIIIII

Graziella Pinna Arconte

 © ® copyright 19/11/2016 Graziella Pinna Arconte 

ogni riproduzione o utilizzo è concessa solo se viene citata la fonte.















domenica 13 novembre 2016

SARDEGNA TEMPIO DELLE ACQUE - CINZIA CARRUS, NICOLA MARONGIU, SALVATORE DEDOLA, GRAZIELLA PINNA ARCONTE

SCUOLA FUORI DALLA SCUOLA
(... Che idea formidabile!)

NOI  BAMBINI DELLA QUINTA A e B DI CABRAS, INSIEME AI NOSTRI GENITORI, AL CINEMA MOVIES DI S. GIUSTA, NEL FANTASTICO 10 NOVEMBRE DELL'ANNO 2016

Gironzolando con maestra Graziella nella Filosofia, negli Antichi Riti, nella Semantica e nell'Etimologia... siamo incappati in:

SARDEGNA TEMPIO DELLE ACQUE
DOCUFILM DI CINZIA CARRUS E NICOLA MARONGIU
con Salvatore Dedola

ORGANIZZATO DA MAESTRA GRAZIELLA PINNA ARCONTE











 












 






















 


foto di Cinzia Carrus e Giusy Carta

A ATRAS BORTAS CUM SALUDI! 

SA MAMA BOLAT!!!


domenica 30 ottobre 2016

DEDICATO A OGNI BAMBINA, RAGAZZA, DONNA CADUTA VITTIMA PER BARBARA MANO DI UOMO. AMMESSO CHE POSSA CHIAMARSI UOMO COLUI CHE HA OSATO MACCHIARSI DEL PIÙ TRAGICO, EFFERATO E IMPERDONABILE TRA I  DELITTI. 

DEDICATO, IN PARTICOLARE, ALLE TANTISSIME ADOLESCENTI VIOLATE E CHIUSE IN MANICOMIO DURANTE IL VENTENNIO FASCISTA CON QUESTA SINTOMATOLOGIA:



SENZANOME E SPIGA CIELO


Conoscevo una donna, Senzanome. Aveva dodici anni quando fu mandata serva. Allora si usava "acodrai" le bambine dai signori. Si usava violentarle tutti i giorni anche. Tutti a sapere e far finta di nulla. Anche i genitori della bambina. Miserabili. Brutta cosa la fame, dicevano. A trovarne meris che ti prendono a lavorare, dicevano. In capo a pochi mesi Senzanome era incinta. Non ci vado dalla mammana con la busa, disse. Il signore le aveva dato soldi per farlo. Le mammane care erano. Ma lei li usò per sopravvivere. Si era infilata in un fortino abbandonato e li restò, andando a lavorare nei campi fino all'ultimo giorno della sua gravidanza. Nacque li sua figlia Spiga Cielo, con gli occhi di empireo e i capelli di grano. E lì la crebbe, aiutata dalla genuina gente di campagna. Uguale al padre 
era! Quando fu signorina, tutti, al paese, mormoravano di lei. Il signore, sposato con figli, ebbe paura. Incontrarla era come guardarsi allo specchio! Anche sua moglie aveva capito. Ma non diceva nulla, che gli unici eredi i figli suoi dovevano essere. Avvicinò Spiga Cielo e dopo averla adescata con gentilezza, avendola fatta ridere, la denunziò per essere una poco di buono, sguaiata, petulante, incline al rossore impudente. La portarono coatta al manicomio. Prelevata dal campo, alla stregua di una criminale, tra le urla di Senzanome che si pentì di non averla abortita. La portarono lì, in una stanza tutta di mattonelle piccole bianche e odore acre di umori misti a varechina. 
Siccome gridava e voleva scappare, la misero su un letto a saltare per le scariche al cervello. Annientare la volevano. E dato che era troppo sana e resistente le aumentarono le dosi della micidiale terapia. Quasi ogni giorno scosse da terrore. Per anni così. L'avevano anche spostata di manicomio, per non essere trovata dalla madre. Senzanome non smise mai di cercarla. Infine, il giorno del trentesimo compleanno di Spiga Cielo, la trovò e se la riprese con furore, strappandola alle grinfie dei suoi carnefici. Raccontò alla madre che tutti i giorni di quei quindici anni erano stati scanditi da elettro-shock e violenze di ogni genere. Senzanome la curò con amore grande di madre finché non le fece ricrescere i lunghi capelli. Li, nel vento e tra le spighe di grano, Spiga Cielo tornò lentamente alla vita. Me lo ricordo ancora il giorno che mi raccontò tutto, sedute sulla pietra davanti a casa sua. Rimasi scioccata dalle sue parole. Mi ricordo che mi sentii come attraversata da lame taglienti. Eppure la sua voce era dolcissima e verace. Mi disse che aveva visto suo padre e che lo aveva perdonato per poter vivere serena il resto dei suoi giorni. 
Questa immensa lezione ha condizionato la mia intera vita.

PER CHI AVESSE QUALCHE DUBBIO, E' UNA STORIA VERA.


Graziella Pinna Arconte


mercoledì 14 settembre 2016

PROGETTO IO COME TU MAI NEMICI PER LA PELLE

CONFERIMENTO CITTADINANZA ONORARIA AI MIEI ALUNNI YANG ROSARIO E GONDOS ALESSIO
I. C. CABRAS 20 DICEMBRE 2014

PROGETTO UNICEF "IO E TU MAI NEMICI PER LA PELLE"
(Coordinamento in Funzione Strumentale, con Comune di Cabras e UNICEF, di Graziella Pinna Arconte)

MESSA IN SCENA DELLA PIECE IN COSTUME "CAPODANNO CINESE" E "IL DRAGO DI VAVEL"

RIDUZIONE SCENICA, COREOGRAFIA E SCELTA DELLA COLONNA SONORA
DI GRAZIELLA PINNA ARCONTE